CORSICA 1973 E DINTORNI

Pensando alla Corsica. Alla notizia delle elezioni. Al risultato delle elezioni. Tutto questo mi ricorda il 1973 ed il mio primo viaggio in Corsica. 5 persone stipate in una Citroen DS. Si andava ad incontrare gli amici del “regionalismo corso”. Noi come circolo “Città e campagna”. Da quell'incontro nasce l’idea di pubblicare un loro lavoro editoriale “Man bassa su un’isola”. Noi pubblicavamo come “Edizioni Nazionali Sarde” ed il nostro interlocutore era un farmacista di un paese vicino ad Almeria di nome Simeoni. Il padre dell’attuale vincitore e presidente della Corsica.

Questa riportata sotto è l’editoriale della collana.

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Nel 1971 si costituisce il “Movimento dei proletari e contadini del mezzogiorno e delle isole”. Il movimento è inizialmente formato da circoli politici preesistenti in Sardegna, Calabria e Lucania. La storia del Movimento è la storia di circoli politici in realtà rurali, come nelle università, valga per tutti il lavoro di “Città e campagna” nel nuorese e a Cagliari.

È la storia di ricomposizione economica di zone alluvionate con la creazione di un comitato di villaggio.

È la storia di un nuovo modo di fare scuola e della ripresa dell’insegnamento della propria lingua e della propria identità di popolo.

Una storia di lotta e di resistenza alle cattedrali nel deserto.

È la storia di scioperi e di seminari di lavoro tra emigrati ritornati nei loro paesi e studenti non ancora emigrati.

È la storia del tentativo di integrare il mezzogiorno nel piano di sviluppo capitalista- internazionale, privato e di stato- per perpetuare la realtà semicoloniale di questi paesi.

Parlare di colonia significherà essere considerati reazionari conservatori, da chi chiude gli occhi di fronte al persistere dei colonialismi.

Con la collana “Scritti sulla dipendenza” inizia il lavoro dell’Edizioni Nazionali Sarde del circolo Città e campagna. Il primo testo è “Man basse su un’isola” del Fronte Regionalista Corso.

Il testo tratta il caso della Corsica, la sua espropriazione materiale e culturale, il drenaggio su essa operato di uomini, risorse e capitali. Il testo non si limita ad una seria analisi, ma è strumento di “resistenza” e lotta politica. La colonia e l’etnocidio non sono fatti che riguardano un tipo passato di società, ma l’oggi della nostra società.

Il Fronte regionalista corso ha capito bene che con la Francia il problema del colonialismo rimane. Nella lotta contro l’etnocidio l’unica strada da percorrere è quella dell’autodeterminazione.


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